INDISSOLUBILE

TONINO DE BELLIS

Un legame stretto, di quelli che non si sciolgono. Nativo di Taranto, ma palermitano d’adozione, Tonino De Bellis rappresenta la colonna, la roccia dei Rosanero.

IL MONUMENTO (vi rimando all’articolo a lui già dedicato e così intitolato) arriva nel 1957 e fino al 1961 disputa ben 133 gare.
Difensore arcigno, ottimo in marcatura, porta ancora sulle gambe i segni delle botte, date e ricevute. Dopo tre anni al Venezia, torna al Palermo nel ’64, per altri 124 incontri di campionato: contiamo 257 apparizioni in totale. Una sola rete a referto, ma in COPPA ITALIA. Era difficile vederlo in avanti, all’avventura. La sua giungla, dal cerchio di centrocampo in giù.

Anche come allenatore, ha diviso il suo legame con la società, in due spezzoni. Il primo nel 1975-1976, subentrando a Benigno De Grandi. Si dimetterà al termine del campionato, ma sarà ancora in sella per quello seguente. Il secondo nel 1995-1996, l’anno del Palermo dei picciotti, quando affiancò Ignazio Arcoleo, sprovvisto di patentino. E Tonino, da Palermo, non è più andato via.

Buon Compleanno, Roccia.

Dario Romano
ILPALERMO.NET

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