IL PALERMO DEI PICCIOTTI

UNIONE SPORTIVA CITTÀ DI PALERMO 1995-1996

Berti, Biffi, Iachini, Scarafoni.

Un asse verticale recitato come una filastrocca, condita da una banda di picciotti.
Palermitani DOC, compreso l’allenatore. Il tutto scaturito dalle classiche nozze con i fichi apparentemente secchi, ma dentro con tanto succo. Frutti della necessità e del caso, poiché non si è seminato nulla. La SERIE A manca da un quarto di secolo, ma sembra l’annata buona.
Non è un obiettivo, non può esserlo. Non era un calcio per poveri. Gli anticipi e i posticipi sono come un’alba, preludio del tramonto. Nel mezzo, tanta roba. Con Ignazio Arcoleo, infatti, abbiamo scoperto cos’è la zona. Era la moda del momento: bisogna correre, attaccare e difendere tutti insieme. Il Mister, a Trapani, ha fatto le prove. Lo vediamo spesso ospite in TV, come opinionista.
Vuole il Palermo e aspetta, con impazienza, che il Palermo lo voglia. Un matrimonio che s’ha da fare e si farà. Siamo tutti invitati e non manchiamo all’appuntamento: entra pure chi non ha il biglietto. Sempre la stessa camicia, che porta bene, ma soprattutto una lepre, anziché un coniglio, nel cilindro. Si chiama Tanino Vasari. E lo spettacolo può cominciare. Le vittorie contro Parma e Vicenza e la sconfitta contro la Fiorentina, presentano uno scenario da CHAMPIONS LEAGUE, altro che COPPA ITALIAGuidolin a TGS ricorda il boato assordante della Favorita: la deflagrazione della bomba targata Ciccio Galeoto. Quando Zamparini chiama, la memoria accompagna la risposta.
Rosanero volano: brividi e vertigini, dal 3-2 alla Fidelis Andria, al 2-1 contro la Salernitana.
La prima, in casa contro il Cesena, ci ha fatto capire che sarà un romanzo: il pareggio allo scadere con Berti all’attacco, le serpentine del Vasari e la testolina di Giancarlo Ferrara, non ci hanno soltanto fatto piangere di gioia. Io, quel giorno, ci ho fatto l’amore, con la mia squadra del cuore. Ma è un tripudio collettivo: un giorno avremo uno stadio tutto nuovo, al coperto. Ma non credo che la gran massa Biancorosanera, anche oggi, pur di vedere un CR7, si accolli carrettate d’acqua prima, durante e dopo la partita. Palermo-Pistoiese è un atto di fede.
Ultima del girone d’andata, notturna ad Ancona (una bestiaccia nerissima, negli anni ’90 faceva rima con sconfitta Ancora) ed è record di vendite per i decoder. La prima di 4 ko e 4 pareggi. Da chi non salta è catanese a tutti giù per terra. Con Ninetto Barraco si riprende la retta via: un Leone che sa come ruggire, ma ormai la Savana ha poche prede.
Roviniamo la festa al Verona: botte da orbi, per finire proprio alla palermitana. A SCHIFIU.
Da loro è solo rimandata, ma da noi la festa è proprio finita.

Il Palermo dei Picciotti ha rappresentato il punto più alto e ha sfiorato il punto più basso, secondo solo alla radiazione, per la mia generazione. Un bel giocattolo, che doveva rompersi, per forza. Nel 2004 abbiamo visto scene di ordinaria follia: 30 anni ai margini e uno squadrone che si apprestava a far tremare l’Italia pallonara.
Ma nel 1996 ho visto e sentito cose che voi ‘tifosi’ non potreste immaginarvi.
Fermo con la moto al semaforo di via Notarbartolo, è rosso. Accanto a me, due ragazze in scooter. Cominciano ad intonare: ‘Ignazio Arcoleooo…’. Non scatta il verde. Parte invece un coro da stadio. Dalla gente in auto, da chi attraversa la strada. UN SEMAFORO TUTTO ROSANERO.

Dario Romano
ILPALERMO.NET

Back row L-R: Berrti, Ferrara, Di Somma, Di Già, Tedesco, Biffi.
Front row L-R: Vasari, Pisciotta, Caterino, Galeoto, Iachini.

SERIE B
7st

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