BARRILETE CÓSMICO

ABDELAZIZ DNIBI

La Favorita, 10/11/1996. Palermo e Lecce si affrontano alla decima giornata del campionato cadetto. I Rosanero sono ancora picciotti, ma senza balia: BertiIachini e Scarafoni ‘sò bell a mamma soja’. In panca, Arcoleo e Ventura. Dopo mezz’ora, per gli ospiti, una sventura. Dominio assoluto, certificato dalle reti di Saurini al 21′ e Favi al 26′. Poi, in un minuto, il segnale che il vento è cambiato e la partita svolta. Il colpo del ko, al 27′, è nel piede del centravanti: ma fallisce dagli undici metri, risparmiando una mazzata definitiva ai Giallorossi. L’espulsione di Caterino al 48′ accende un’altra spia, ma l’allarme è scongiurato. Passano i minuti, ne mancano una ventina scarsa. Ed ecco lo tsunami salentino, targato Francioso: doppietta col supporto di Casale ed è 2-3. Non si pensa ad un Milan-Liverpool: per Istanbul, è ancora presto. Ignazio è uno strazio: si guarda intorno, sconsolato. Lo sguardo cade in panca, dove roba manca. Abdelaziz Dnibi scalpita, vuole una prova. Peggio di così non poteva andare: al Diavolo la zona, il pressing ed il contropiede. Mettiamoci pure il fuorigioco. O la va, o la spacca: ‘Aziz, come minchia ti chiami, metti la maglietta.’ Ed il virgulto, entra. Appesantito sembra, si vede la pancetta: altro che Ramadan. Il pubblico mugugna: risultato ribaltato, ma il jolly che ti sei giocato, Gnazio, è sbagliato. Miscredenti senza fede. Il marocchino tocca il suo primo pallone e sembra già un miracolo: circondato da avversari, la poggia proprio a Di Già e scatta di là, verso la porta, scusandosi a mio nome del gioco di parole. Servidei anticipa e crea dal nulla un campanile verso l’estremo difensore: Aziz non crede a tanta manna e ci si fionda. Non ci può arrivare con la testa, ma può farlo con la mano. Beffarda, la sfera scavalca il portiere e si deposita dolcemente in rete. Irregolare: lo hanno visto tutti, tranne l’arbitro. ‘È stata la mano di Allah’ dirà, in conferenza stampa, un incredulo (non sarà il solo) Dnibi. Ma non è finita, la partita: neanche lo spartito. Siamo nel recupero: abbiamo recuperato, ma chi si ferma è perduto. Come Speedy Vasari, alias topolino, che non ne ha più. Nei pressi della linea laterale del centrocampo, la passa proprio all’invasato. È un assist: un passaggio vincente, inconsapevolmente. E parte lo show: Aziz sembra davvero indemoniato. Una veronica e si libera di Mazzeo, finta su Cucciari, doppio passo riservato a Macellari, supera Mancuso e scarta pure Vanigli: il tutto, avviene a velocità supersonica. Resta il solo Lorierigooooooooooooolll che neanche AuteriGuido Monastra piange ed urla, dalla tribuna stampa: ‘BARRILETE CÓSMICOO!!!’ Ventura Gian Piero, sincero: ‘della mia carriera, l’episodio più sconveniente.’ E ancora non hai visto niente. Non è ARGENTINA-INGHILTERRA e neanche ITALIA-GERMANIA quattro a tre, le partite iridate della mano de Dios, della rete e del match del secolo. Non lo sono pure gli altri goals, ma tra i nostri flop del secolo, lui ci sta divinamente: all’anagrafe, Abdelaziz DnibiSee, vabbè.

Dario Romano
ILPALERMO.NET

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