IL RIMPIANTO

SOCIETÀ SPORTIVA CALCIO PALERMO 1978-1979

Una delle maglie più belle di sempre, griffata Admiral, per una stagione cui è mancata la giusta conclusione. Vito Chimenti, la sua bicicletta, in finale la disdetta. La giusta accelerata manca in attacco, per una squadra ben quadrata ma piuttosto anemica. Il centravanti chiude con tredici marcature: gli altri, restano a guardare, piuttosto che pedalare. Il campionato inizia con due pareggi ed una sconfitta, poi la vittoria alla Favorita contro la S.P.A.L. Arrivano due altre X e due vittorie, con il colpo gobbo a Marassi: 2-3 al Genoa e sembra la svolta, ma per il precipizio. Si perde l’imbattibilità casalinga, con il secondo viaggio in Liguria indigesto e la Leonessa che ci sbrana a Brescia, ribaltando il solito Vitogol. Tre punti contro Bari e Foggia all’ombra del Pellegrino e poi se non è record poco ci manca. Una sola rete (vittoria contro la Nocerina) in sei gare, con l’Udinese maramalda in Sicilia. Eppure, il Palermo di Veneranda c’è e nel girone di ritorno dà il meglio di sé, sfiorando il botto. Tredici gare da imbattuta, due sole cadute in tutto il girone, il traguardo della finale in COPPA ITALIA. La seconda, da cadetta, non conquistata per un soffio. Spiccano le affermazioni a Torino Granata, a Roma contro la Lazio (risolta ai rigori), col Napoli al San Paolo in semifinale. Fino al minuto 83, con Brio che ci toglie il prio. Il Barone Causio evita la lotteria dei rigori a tre minuti dallo scadere dei supplementari. Rosanero in vantaggio dal primo minuto, ovviamente inutile specificare l’autore del gol. Realizzato in diretta durante il Telegiornale, per un collegamento che ha fatto storia. Poi, senza bicicletta, la lunga pedalata, chiusa a pochi minuti dal traguardo, col nostro bomber in panca, appiedato dal primo della ripresa. Renzo Barbera si appresta a lasciare la sua presidenza: ha ottenuto il massimo, ma non con il minimo sforzo. Ha dato tutto e anche di più. La promozione dista soltanto sette punti, persi come si è persa più di un’occasione. Ci resta nella testa questa stagione: quella del rimpianto. Per un girone d’andata così così, per una finale sprecata. Per il Presidentissimo d’altri tempi. Per le reti di Vito Chimenti.

Dario Romano
ILPALERMO.NET

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