VIETATO SOGNARE

SOCIETÀ SPORTIVA CALCIO PALERMO 1982-1983

La prima di quattordici stagioni che ci precludono il sogno chiamato SERIE A. Bisognerà aspettare ‘il Palermo dei picciotti’ per sperare in una promozione che diventerà un’ossessione. Inoltre, dietro l’angolo c’è la retrocessione, scampata per un soffio: poi, il baratro della radiazione. Si riparte da un settimo posto e da una intelaiatura di prim’ordine. BigliardiDi CiccoVolpecinaDe StefanisLopezMontesanoDe Rosa: tanta roba. Invece, arriva una salvezza conquistata all’ultima giornata, in quel di Campobasso. Il pari interno contro la Sambenedettese costa la panchina a Mimmo Renna: gli subentra Carmelo Del Noce, cogliendo un pari a Cava de’ Tirreni. La sconfitta etnea porta ad un nuovo avvicendamento tra i due: perdere un derby pesa, come altrettanto la cinquina ricevuta dal Monza. Una SERIE B caratterizzata da presenze ingombranti: il Milan fa il vuoto, la Lazio rischia qualcosa, ma stacca il biglietto e sul treno che porta in massima serie si accoda il Catania, all’ultima carrozza. ‘Clamoroso al Cibali’, anche se gli spareggi, contro le lombarde Cremonese e Como, si disputeranno nella cornice dell’Olimpico capitolino. Retrocedono l’Emilia e la Puglia: ReggianaBolognaBari e Foggia, con il Lecce salvo per un soffio. I Salentini chiudono affiancati ai Rosanero: a braccetto, la Pistoiese. Da segnalare la sorpresa del torneo: la Cavese di Pietro Santin e del bomber Costante Tivelli, che si ferma a tre lunghezze dal Paradiso. Una stagione anomala, guardando in casa nostra. Ventisei i giocatori utilizzati, davvero troppi per l’epoca. Le dieci realizzazioni di Gianni De Rosa a tenerci a galla: lo score degli altri è quasi assente. Trentasei marcature (due sono autoreti) in trentotto gare: anemia totale. Si parte male, con due sconfitte, poi arriva l’unica vera striscia positiva di tutta la stagione: tre vittorie e tre pareggi, prima della sconfitta di Roma. L’andamento è compromesso da uno spogliatoio spaccato: la spiegazione a posteriori non mi consola. Perché il resto, resta inconsolabile. Il nostro capocannoniere ci lascia per il Napoli: un palcoscenico che meritava. Poi sarà Sardegna, con destinazione cagliaritana: il mare sempre ad un passo, fino alla fine.

Dario Romano
ILPALERMO.NET

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