IL MANICO

ANTONIO MANICONE

È stato uno dei protagonisti indiscussi nel Palermo della rinascita. Un mediano di ruolo, ma non di quelli che ci passano la vita: Antonio Manicone era anche capace di verticalizzare l’azione, senza disdegnare la conclusione. Dopo le due stagioni in Rosanero, con tanto di promozione in SERIE C-1 e la doppia finale in COPPA ITALIA di categoria disputata e ahimè persa contro il Monza, il centrocampista si trasferisce al Foggia e da qui parte la scalata verso la SERIE AUdineseInter (59 presenze ed una realizzazione in nerazzurro), una stagione in prestito al Genoa e poi il Perugia con annessa retrocessione in cadetteria ed il ritorno nelle serie minori, chiudendo in tre stagioni a Busto Arsizio col Pro Patria. Da segnalare anche la soddisfazione personale di una presenza in Nazionale nel 1993 contro l’ESTONIA. Chiusa la carriera, ha iniziato ad allenare con le giovanili del club meneghino e lo abbiamo rivisto con piacere agli Europei di Francia come vice-allenatore della SVIZZERA, al fianco di Vladimir Petković (è stato anche vice dello stesso alla Lazio e lo segue tutt’ora, al servizio dei Girondini del Bordeaux). Nelle due stagioni in maglia rosa (1987-1989), totalizza 65 presenze e quattro marcature. Ripartito dalla SERIE C-2, il Palermo vantava un settore nevralgico di tutto rispetto. Con lo stesso Manicone, troviamo MarchettiDi Carlo (spesso utilizzato da centrale difensivo), MacrìPocetta quando non schierato sulla fascia e gli innesti di Butti e Cappellacci per la stagione dell’esilio a Trapani. Con il biondo a fare da manico in campo, quello giusto per il coltello dei Mister Pino Caramanno e Giorgio RumignaniAntonio strappa il pallone dai piedi avversari e fa ripartire l’azione: la classica azione che da difensiva diviene offensiva. Merce rara, ieri come oggi, come lo stesso comportamento dentro e fuori dal campo. Mai un intervento scorretto, mai una parola di troppo. Questo, il ricordo di un professionista esemplare: la pedina giusta per ripartire, dopo una radiazione che brucia ancora. Ci si può identificare, negli elementi che compongono la squadra del cuore. Manicone mi ha restituito anche questo: la parte pulita di un mondo sporco, ormai svelato, al punto dal cominciare a non crederci più.

Dario Romano
ILPALERMO.NET

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