FUOCO DI PAGLIA

SOCIETÀ SPORTIVA CALCIO PALERMO 1969-1970

L’avvio è da tregenda. Al Comunale, contro la Juve, la rete di Troja dopo appena quattro minuti. Soltanto un’illusione: il crucco Helmut Haller pareggia all’undicesimo, ma il Palermo tiene il campo. Poi ancora lui, a ripresa ben inoltrata. Nel finale, Lamberto Leonardi e l’ex Beppe Furino calano il poker. Il calendario non dà una mano: alla Favorita, per la seconda giornata, cala la corazzata nerazzurra. Stavolta è Franco Causio ad illudere: il rigore trasformato da Mario Bertini a due passi dall’intervallo, è un segnale sconfortante. Ci pensa FacchettiGiacinto Magno, a togliere le speranze. Il primo punto arriva alla quinta: clamoroso, sul neutro del Cibali ed al cospetto del Diavolo: porte inviolate. Si racimola anche coi Granata, in una trasferta sfortunata: l’autorete di Angelo Cereser, all’ottavo minuto, dura fino al decreto sancito da un fischietto indigesto. Dagli undici metri, Fabrizio Poletti impatta a venti dalla fine. Si ha la sensazione che i Rosanero non siano proprio da buttare: partono bene, tengono botta, anche di fronte allo squadrone di turno. Ma basta un episodio sfavorevole e ci si scioglie. E quella che sembrerebbe una svolta, non si rivela altro che un fuoco di paglia. Il team di Carmelo Di Bella asfalta la Sampdoria e poi scrive un po’ di storia. L’autore per eccellenza della stagione, si chiama Gigi Riva, che a suon di reti sta ribaltando le gerarchie del campionato. Il complesso guidato da Manlio Scopigno, l’allenatore ‘Filosofo’, è imbattuto. Ma all’ombra del Pellegrino, oltre a ‘Rombo di Tuono’, bisogna fare i conti con ‘il bel saraceno’. A Cagliari si vive una favola, ma a Palermo c’è spazio per la poesia: targata Tanino Troja. Quarantesimo: cross di Sergio Pellizzaro e colpo di testa in tuffo del profeta in patria. Sono attimi, gesti tecnici scaturiti da doti fisiche non comuni ed intelligenza per grazia ricevuta. La Favorita è una bolgia: da terra di conquista, a fortino. All’Olimpico, il solito vantaggio sfumato con la Roma, poi il pari ad occhiali col Napoli, in un derby del Sud avvelenato dal recente passato. Si chiude l’andata con la sconfitta di Firenze, con Silvino Bercellino che realizza il goal della bandiera solo allo scadere. Si riparte con la Juve, ma non c’è storia. Si sogna a San Siro, ma Bonimba e ancora Bertini colpiscono duro in un finale amaro. Il concetto è chiaro: la salvezza, passa dalle gare in casa. Tre vittorie e tre pari non bastano, poiché altrove si ottiene soltanto un punto al San PaoloPalermo e Brescia finiscono staccate di quattro lunghezze dalla Samp, salva al quartultimo posto. Fanalino di coda, i Galletti baresi. Questa, la massima serie che prelude a Mexico ’70, alla partita del secolo. L’Italia pedatoria che s’inchina al Cagliari di Riva, la Nazionale che cede in finale, dopo averci fatto sognare. Un po’ come veder salvare il Palermo: che ha battuto soltanto qualche colpo. Ma il fuoco di paglia, nel calcio, non basta.

Dario Romano
ILPALERMO.NET

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